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LA SOCIETÁ CHE SOGNIAMO,
LA SOCIETÁ CHE VOGLIAMO

Sezioni

Torino (TO)

La sezione di Torino è stata costituita il 18 febbraio 2019.

Pinerolo (TO)

La sezione di Pinerolo è stata costituita il 20 febbraio 2019.

Asti (AT)

La sezione di Asti è stata costituita il 27 marzo 2019.

Cuneo (CN)

La sezione di Cuneo è stata costituita il 27 marzo 2019.

Collegno (TO)

La sezione di Collegno è stata costituita il 27 marzo 2019.

Chi siamo

Come nasce Italia in Comune – Piemonte

IIC-Piemonte nasce dall’incontro di due realtà, l’associazione Torino Viva di Torino e il gruppo Nuovo Articolo Uno di Pinerolo, con Matilde Casa.
Tutti accomunati dal desiderio di voler fare qualcosa per la propria città, per la propria regione, per l’Italia.
Persone che hanno fatto della serietà e della professionalità gli strumenti fondamentali per raggiungere importanti successi in campo nazionale ed internazionali nei settori in cui operano.
Capaci di coinvolgere e valorizzare coloro che, apportando le loro competenze e condividendo le loro idee, concorrono al raggiungimento dell’obiettivo comune.
In questo caso, più che un obiettivo un sogno: migliorare la società in cui viviamo per lasciare ai nostri figli un mondo migliore.
Persone che vedono in ITALIA IN COMUNE una nuova realtà politica a cui affidare le speranze di rinascita del nostro Paese.

Perchè nasce Italia in comune Piemonte

Nasce semplicemente perchè è necessario fare qualcosa.

La “Carta di Pinerolo” è la sintesi e l’espressione piena dei motivi che ci spingono e traccia la via che vogliamo seguire:

Carta di Pinerolo

Passato prossimo e futuro semplice.

Molti governi si sono succeduti in questi ultimi decenni. Dal centro sinistra al centro destra hanno progressivamente mostrato tutte le loro debolezze.

La prolungata mancanza di riforme, i lunghi tempi decisionali, l’inadeguatezza del sistema elettorale, un sistema fiscale criptico e oppressivo hanno contribuito ad inasprire i rapporti tra società civile e politica. La crisi del 2009 ha poi assestato il colpo decisivo al nostro Paese portandolo in recessione. Per evitare che il peggio sopraggiungesse, politiche di austerity sommate a impopolari e indiscriminate riforme sono state attuate.
Tutto ciò ha generato un insanabile malcontento che, crescendo nel tempo, si è condensato in movimenti spontanei che oggi vengono catalogati come populisti. Essi, per quanto si presentino caotici, tuttavia hanno enucleato delle tematiche tutt’altro che secondarie nella vita di ogni giorno: dalla povertà e la disoccupazione alla gestione dell’immigrazione, dalla sanità all’istruzione, passando per giustizia e infrastrutture.
Tutte tematiche non imputabili unicamente alla paura, alla superstizione o all’immaginazione, dal cui sviluppo dipende il benessere del Paese e a cui i grandi partiti non hanno mai volto lo sguardo, dimostrando la loro totale perdita di contatto con la realtà.
Pensare che sarebbe bastata una visita nei giardini delle stazioni, un viaggio in autostrada o in treno, uno sguardo alle periferie delle grandi città, un acquisto in un negozio di provincia per comprendere ciò che stava accadendo in questi anni.
E che la vecchia politica autoreferenziale non abbia riconosciuto questi problemi è assodato: abbiamo vissuto un breve medioevo che ha cambiato il modo stesso di vivere e pensare a milioni di persone.
I grandi movimenti popolari sono stati gli occhi e le orecchie del popolo, ma la loro capacità si è arrestata nell’atto del fare. È ora che una politica seria e di buon senso venga attuata per porre rimedio alle dita maldestre dei governi del cambiamento.

Far sì che questa nuova politica non giunga dal passato spetta a noi.
Occorre costruire un futuro credibile a partire dalle macerie del presente. Bisogna ricercare una politica liberale che abbatta la burocrazia che affossa l’Italia, che sia in grado di sfruttare le potenzialità della tecnologia per ridurre costi e tempi amministrativi, che creda nella competitività ma al contempo si dimostri semplice nella comunicazione, che sappia, in poche parole, investire in ciò in cui il nostro Paese vale ed è un’eccellenza unica al mondo, valorizzando l’arte, la cultura e il turismo e ponendo una particolare attenzione all’ambiente e al paesaggio con azioni sostenibili e che quindi restituisca fiducia a lavoratori, cittadini e imprese fornendo servizi primari di qualità improntati sulla prevenzione.

Una politica fatta da persone competenti, che mantengano tuttavia la capacità di prendere le decisioni come le prenderebbe un buon padre o una buona madre di famiglia.
Persone sospinte dal perseguire e desiderare sempre la bellezza e la bontà nelle cose, la solidarietà e l’inclusione tra gli esseri umani, la verità e la giustizia sempre.
Persone che operino incessantemente per la libertà e la pace tra i popoli, e che vorrebbero che l’articolo 1 della Costituzione, come già proposto nel 2008 dai senatori Poretti, Perduca e Cossiga, così recitasse:


“La Repubblica italiana è uno Stato democratico di diritto,
fondato sulla libertà e sul rispetto della persona”.
In questo futuro, noi crediamo.

News

Italia in Comune ora in Piemonte!

Italia in Comune, la nuova realtà politica nazionale che ha come leader il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti, è da oggi anche con due sezioni in Piemonte: a Torino e Pinerolo. Principali artefici di questa iniziativa sono Matilde Casa, sindaco di Lauriano e Ambientalista dell’Anno 2016, Giorgio Diaferia, presidente dell’associazione Torino Viva, e Antonio Spinelli, …